Sarà il MAT – Museo dell’Alto Tavoliere del Comune di San Severo in Piazza San Francesco, ad aprire gli eventi dedicati ad Andrea Pazienza, il celebre e geniale fumettista: PAZ 70 imparare-disegnare-raccontare-sovvertire. Nel settantennale della nascita di Andrea Pazienza a partire da sabato 23 maggio quattro appuntamenti con esperti di fumetti e narrazioni a cominciare da San Severo, la città dove è cresciuto, per toccare anche Bari, Lecce e Foggia.
“PAZ 70” è l’omaggio della Regione Puglia in collaborazione con il Comune di San Severo (Sindaco Lidya Colangelo e Assessorato alla Cultura, la cui delega è seguita dal Vice Sindaco Anna Paola Giuliani) al genio di Andrea Pazienza nel settantennale della nascita, in programma dal 23 maggio tra San Severo, Foggia, Bari e Lecce. Quattro appuntamenti nel segno di imparare-disegnare-raccontare-sovvertire, espressioni-chiave per avvicinarsi all’opera di Pazienza, ricordarla e rilanciarla in questa nostra contemporaneità che non sa pensare e non sa sorridere.
Ogni incontro di “PAZ 70” riunirà esperti di fumetto e di narrazioni. Si comincia sabato 23 maggio alle ore 19.30 al MAT Museo dell’Alto Tavoliere del Comune di San Severo, per “Imparare” con Stefano Cristante, sociologo della cultura, Università del Salento; Luigi Damiani, imprenditore turistico, amico d’infanzia di Pazienza; Enrico Fraccacreta, poeta e saggista, amico d’infanzia di Pazienza; Antonello Vigliaroli, coordinatore dell’Archivio Bibliografico “Andrea Pazienza”.
Gli altri appuntamenti sono venerdì 12 giugno a Foggia, venerdì 26 giugno a Bari, infine venerdì 17 luglio a Lecce. Il progetto, ideato da Stefano Cristante e Luigi De Luca, è organizzato da Puglia Culture, promosso dai Poli Biblio-Museali di Puglia in collaborazione con l’Amministrazione Comunale di San Severo. Il comitato scientifico riunisce Daniele Barbieri, Sergio Brancato, Francesca Romana Capone, Stefano Cristante, Luca Raffaelli, Carlotta Vacchelli, Antonello Vigliaroli.
Andrea Pazienza avrebbe compiuto quest’anno settant’anni. Era nato a San Benedetto del Tronto, la città di mamma Giuliana, il 23 maggio del 1956. Il suo papà, Enrico, notevole acquerellista, era pugliese di San Severo, la città dove Andrea è cresciuto per poi fare il salto verso la vita. Una vita piena di disegni e di storie, di legami e amicizie fondamentali che hanno segnato la storia del fumetto e della cultura giovanile italiana, come quella di Andrea con Tanino Liberatore che aveva incontrato a Pescara, studenti entrambi del Liceo Artistico. Poi, nel 1974, Bologna, città cruciale in quegli anni magnifici e tragici. Anni di necessità creative, per togliersi di dosso l’asfissia del piombo e del sangue di una stagione che di fatto chiudeva la grande onda del Sessantotto. Fare movimento e fare rivista la chiave per ridestare ciò che la politica mortificava. Tanti con Andrea sono i protagonisti di quel “rifiuto” pieno di iniziative editoriali e di nuovi incontri, come quello con Stefano Tamburini, con cui Andrea fondò “Cannibale” insieme a Scozzari, a Mattioli e a Liberatore, per poi immergersi nella straordinaria impresa del settimanale “Il male”. Poi, all’inizio degli anni ’80, l’invenzione di “Frigidaire”, la rivista diretta da Vincenzo Sparagna che fu una vera e propria fucina di talenti. E infine, nella seconda metà degli anni ’80, la collaborazione con le pagine di satira di “Tango”, diretto da Sergio Staino.
Un racconto finito troppo presto quello di PAZ: un tempo però moltiplicato nei tanti personaggi disegnati in cui il genio di Andrea s’è incarnato, fondando uno stile e una lingua capaci di graffiare e far ridere: Pentothal, Zanardi, Francesco Stella, Pertini, Pompeo, Campofame, il cane Astarte, mentre il suo talento dilagava in mille altre collaborazioni per il teatro, la danza, il cinema. I personaggi di Andrea sono la rivelazione del suo stare nel mondo per osservarlo e tradurlo con la matita e il pennarello, una grande opera di poesia dove arte e vita si fondono fino all’ultimo respiro.